Paolo Mieli si è sbilanciato con tanto di profezia sull’Europa, svelandone il futuro in base anche agli ultimi sviluppi.
Dopo la profezia di Trump sull’Europa, si è espresso sul tema anche Paolo Mieli. Ospite a DìMartedì, il programma condotto da Giovanni Floris in onda su La7, l’editorialista ha parlato di quello che secondo lui sarĂ il futuro dell’Europa. Basandosi anche sugli sviluppi recenti, con un forte coinvolgimento da parte degli USA, al momento strettamente legati al Vecchio Continente.

La profezia di Paolo Mieli sull’Europa
Come riportato da Libero, ecco la profezia dell’editorialista del Corriere della Sera: “Non possiamo piĂ¹ considerare l’Occidente a trazione Stati Uniti. E puĂ² essere un bene per l’Ue. Se l’Europa è costretta a fare da sĂ© e poi si ridurrĂ nei Paesi che si accingono a fare da sĂ© e riprendono un filo che è nella loro storia millenaria puĂ² darsi che riusciamo a vedere un miglioramento. Noi dobbiamo credere in noi stessi, nell’Europa e in quello che rimarrĂ perchĂ© non rimarrĂ un’Europa così smisurata e sfaccendata come adesso. RimarrĂ un’Europa con un nucleo duro e una identitĂ forte“.
Pronunciandosi in questo modo, Paolo Mieli ha voluto sottolineare che l’Europa, per poter risorgere come appena descritto, non dovrĂ sottomettersi al volere espresso da Cina e Russia.
Su Meloni e Zelensky
Paolo Mieli si è inoltre espresso sul recente incontro avvenuto tra Meloni e Zelensky: “L’incontro è stato doveroso per rimanere al passo coi tempi: tempi di cui perĂ² è impossibile prevedere il futuro. Doveroso per non essere rimasta indietro rispetto alla coalizione dei volenterosi. Quindi doveroso, ma indietro. Diciamoci la veritĂ : c’è da parte di Giorgia Meloni – ed è legittimo – credere ancora che convenga tenere ancora una pedina nel campo di Trump e distinguersi dagli europei che potrebbero fare una mattanza. Ma secondo me è un insieme talmente confuso che è un gioco troppo complicato. Io farei una cosa piĂ¹ semplice“.